Femminismo e distrazioni

“Davanti ai libri mi sento come un cane da tartufi. Li cerco col naso, ne sento l’odore, capto i segnali che mandano”.
Si definisce una femminista distratta, ma il suo contributo alla lotta per i diritti delle donne è stato assai significativo. È stata un’editrice curiosa e sensibile. “La Tartaruga” pubblicava esclusivamente donne. Tra queste Virginia Woolf, Grace Paley, Alice Munro.
Nella sua autobiografia ci racconta, con humor ed eleganza la Milano colta e vivace di Radio Popolare, della Libreria delle Donne, del femminismo condiviso con Carla Lonzi e soprattutto di libri.
“Ecco come sono fatti i ricordi, restano quelli che hanno segnato il nostro percorso, gli altri scompaiono anche se sono importanti, anche se ci abbiamo perso tanto tempo. Meglio così, viaggiare leggeri, andare sempre avanti fa stare meglio”.
Laura Lepetit, Autobiografia di una femminista distratta, Nottetempoimage

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