Femminismo e distrazioni

“Davanti ai libri mi sento come un cane da tartufi. Li cerco col naso, ne sento l’odore, capto i segnali che mandano”.
Si definisce una femminista distratta, ma il suo contributo alla lotta per i diritti delle donne è stato assai significativo. È stata un’editrice curiosa e sensibile. “La Tartaruga” pubblicava esclusivamente donne. Tra queste Virginia Woolf, Grace Paley, Alice Munro.
Nella sua autobiografia ci racconta, con humor ed eleganza la Milano colta e vivace di Radio Popolare, della Libreria delle Donne, del femminismo condiviso con Carla Lonzi e soprattutto di libri.
“Ecco come sono fatti i ricordi, restano quelli che hanno segnato il nostro percorso, gli altri scompaiono anche se sono importanti, anche se ci abbiamo perso tanto tempo. Meglio così, viaggiare leggeri, andare sempre avanti fa stare meglio”.
Laura Lepetit, Autobiografia di una femminista distratta, Nottetempoimage

Verità e apparenza

(Ri)Letture.
imageFacendo ordine tra i miei libri ho ritrovato e riletto questo breve romanzo, che anni fa mi aveva incantata per la sua eleganza.
Tre donne scrivono allo stesso uomo per dirgli addio. Le unisce un inganno che emerge tra atmosfere sospese e ritualità nel continuo intrecciarsi di verità e apparenza. Ogni lettera apre una prospettiva particolare sulla vicenda, fornendo nuovi particolari che vanno a comporre le immagini dei protagonisti e contribuiscono allo svelamento della vicenda. L’architettura precisa del romanzo lascia, tuttavia, una zona d’ombra: ognuno di noi custodisce dentro di sé uno spazio impenetrabile, inesprimibile a parole, destinato a rimanere sconosciuto anche a chi ci sta vicino.

Inoue Yasushi, Il fucile da caccia, Adelphi